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Da allora molto si è fatto per chiarire, individuare e condannare i colpevoli, e restituire almeno un nome e una dignità postuma ai milioni di vittime innocenti; nel 2005 l’Assemblea plenaria delle nazioni Unite ha deciso di istituire il Giorno della Memoria come “pietra d’inciampo” mondiale per ricordare a tutta l’umanità questa assurda tragedia.

In questi anni abbiamo purtroppo constatato che la tentazione del male gratuito e disumano non ha abbandonato gli uomini, e quindi è più che mai necessario armare il proprio cuore per resistere e per sforzarsi di operare attivamente per la pace e la giustizia.

Molto illuminanti sono queste considerazioni di Hannah Arendt:

"Quel che ora penso veramente è che il male non è mai ‘radicale’, ma soltanto estremo, e che non possegga né profondità né una dimensione demoniaca. Esso può invadere e devastare il mondo intero, perché si espande sulla superficie come un fungo. Esso ‘sfida’ come ho detto, il pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, di andare alle radici, e nel momento in cui cerca il male, è frustrato perché non trova nulla. Questa è la sua ‘banalità’. Solo il bene è profondo e può essere radicale”. (La banalità del male)